Il periodo più freddo dell’anno: come saranno i giorni della merla?

Graziano Brotto

Graziano Brotto Categoria: Previsioni - Pubblicato il 27-01-2020

Niente neve e niente freddo per questi ultimi tre giorni di gennaio a parte isolati episodi limitati alle zone di confine dell’arco alpino

La settimana sarà caratterizzata da un ulteriore cedimento dell’alta pressione, porte aperte dunque alle perturbazioni atlantiche.

La nuova settimana si aprirà con oggi lunedì 27 gennaio caratterizzato da una spiccata variabilità con addensamenti più compatti su Levante Ligure, Umbria, Toscana, alto Lazio, dove non si esclude qualche breve piovasco e deboli nevicate in Appennino al di sopra dei 1200 metri. Altrove prevarranno le schiarite, anche ampie sulle nostre regioni Meridionali, su medio Adriatico e sull’arco alpino. Dalla serata una perturbazione raggiungerà il Nord Italia con nevicare sulle Alpi al di sopra dei 1000 metri e piogge sulle zone di pianura a nord del Po.

Martedì 28 avremo deboli piogge su medio versante tirrenico, mentre il cielo si presenterà sereno o poco nuvoloso sul settore adriatico e su quello ionico, mentre schiarite anche ampie si apriranno in Val Padana. Dalla serata aria più fredda raggiungerà le nostre zone più settentrionali con quota neve in abbassamento fino a 500 metri sulle zone di confine delle Alpi, mentre il cielo tornerà sereno in Val Padana dove si prevedono valori minimi vicini allo zero.

Previsioni per i "giorni della merla"

Mercoledì 29 gennaio il tempo sarà nel complesso stabile e soleggiato con escursioni termiche piuttosto marcate ad eccezione dell’arco alpino, dove sono previste nevicate sulle zone di confine fino a bassa quota. Una debole perturbazione attraverserà il centro Italia a partire dalla Toscana e in serata la ritroveremo al Sud. L’apporto di precipitazioni sarà piuttosto scarso e le temperature ben al di sopra della media del periodo con valori massimi che durante il giorno raggiungeranno i 15 gradi anche al Nord ed una forte escursione termica.

Giovedì 30 gennaio il tempo sarà bello al mattino con temperature minime vicine allo zero in pianura al Nord e nelle conche interne del Centro, nel pomeriggio nuovo aumento della nuvolosità su medio Tirreno con deboli piovaschi in trasferimento verso sud. Tempo buono altrove con prevalenza di bel tempo al Nord e su tutto il settore Adriatico ed escursione termica marcata. Niente neve, se non qualche fiocco sull’Appennino centrale nel pomeriggio a quote elevate e temperature sempre al di sopra della media di diversi gradi soprattutto al Nord, sulle regioni adriatiche e al Sud, proprio al meridione sfioreremo i 20 gradi.

Venerdi 31 gennaio la situazione non cambierà si molto, il tempo sarà buono quasi ovunque con clima molto mite per il periodo, soprattutto durante il giorno, e poche precipitazioni, limitate alle zone interne del centro Italia. Siamo però arrivati al quinto giorno, con un’attendibilità che tende a scendere. Il consiglio quindi è di seguire le nostre previsioni nel corso della settimana per capire bene cosa accadrà anche durante il week-end e soprattutto quando e se il nostro Paese sarà interessato da irruzioni di aria fredda degne di merito, fino ad ora assenti durante questo mite inverno 2019/2020.

 

I giorni della merla quali sono e perchè si chiamano così?

Graziano Brotto

Graziano Brotto Categoria: Attualita - Pubblicato il 27-01-2020

Il detto popolare, cosa c’è di vero?

La tradizione vuole che il 29-30-31 di Gennaio, gli ultimi tre giorni di questo primo mese dell’anno, vengano ricordati come i “giorni della Merla”, ad indicare uno tra i periodi più freddi dell’inverno. Ma da dove trae origine questa credenza, entrata oramai a far parte della vita di tutti noi?

Molte sono le versioni che spiegano l’origine di questa leggenda, alcuni simili altre assi diverse, ma che vedono in tutte un unico protagonista: una Merla.

La prima versione nasce in tempi assai lontani, quando Gennaio non aveva ancora 31 giorni ma solo 28. Si narra che Gennaio fosse particolarmente scherzoso e un po’ invidioso, in particolar modo con una Merla, molto ammirata per il suo grande becco giallo e per le penne bianchissime. Per questo Gennaio si divertiva a tormentarla; ogni volta infatti che ella usciva in cerca di cibo egli scatenava bufera di neve e vento. Stufa di tutto questo un giorno la Merla andò da Gennaio e gli chiese:” Amico mio potresti durare un po’ di meno?”. Ma Gennaio, orgoglioso come era rispose: ” E no, carissima proprio non posso. Il calendario è quello che è, e a me sono toccati 28 giorni.”

A questa risposta la Merla decise di farsi furba e l’anno seguente fece una bella scorta di cibo che infilò nel suo nido così che rimase per tutti i 28 giorni al riparo senza bisogno di uscire. Trascorsi i 28 giorni, la Merla uscì e cominciò a prendere in giro Gennaio: “Eh caro mio, quest’anno sono stata proprio bene, sempre al calduccio, e tu non hai potuto farmi congelare il becco nemmeno un giorno.” Detto ciò Gennaio se la prese così tanto che andò dal fratello Febbraio, che vantava ben 31 giorni, e gli chiese in prestito 3 giorni.

Il fratello dubbioso domando: ” Cosa vuoi farne? ” e Gennaio rispose: “Ho da vendicarmi di una Merla impertinente. Stai a vedere”.  E così Gennaio tornò sulla terra e scatenò una tremenda bufera di neve che durò per tutti i 3 giorni. La povera Merla, che era andata in giro a far provviste, per il forte vento non riuscì nemmeno a tornare al suo nido. Trovato il comignolo di un camino, vi si rifugiò in cerca di un po’ di tepore. Trascorsi quei freddissimi 3 giorni uscì dal comignolo sana e salva ma le sue candide penne erano diventate tutte nere a causa del fumo e della fuliggine. Da allora Gennaio ha sempre 31 giorni e i merli hanno sempre le piume nere.

La seconda versione, ambientata nel capoluogo lombardo, ha come protagonisti un merlo, una merla e i loro tre figlioletti. Erano venuti in città sul finire dell’estate e avevano sistemato il loro rifugio su un alto albero nel cortile di un palazzo situato in Porta Nuova e poi per l’inverno sotto una gronda, al riparo dalla neve che in quell’anno era particolarmente abbondante. Il gelo rendeva difficile trovare le provvigioni così che il merlo volava da mattina a sera in cerca di cibo, che tuttavia scarseggiava sempre di più. Un giorno il merlo decise di volare ai confini di quella nevicata, per trovare un rifugio più mite per la sua famiglia. Intanto continuava a nevicare. La merla, per proteggere i figlioletti intirizziti dal freddo, spostò il nido su un tetto vicino, dove fumava un comignolo da cui proveniva un po’ di tepore. La tormenta tenne così lontano il merlo da casa per ben tre giorni (appunto gli ultimi tre di Gennaio). Quando tornò indietro, quasi non riconosceva più la consorte e i figlioletti erano diventati tutti neri per il fumo che emanava il camino. Nel primo dì di febbraio comparve finalmente un pallido sole e uscirono tutti dal nido invernale; anche il capofamiglia si era scurito a contatto con la fuliggine. Da allora i merli nacquero tutti neri; i merli bianchi diventarono un’eccezione di favola.

Weekend con perturbazione atlantica, tornano piogge e nevicate

Graziano Brotto

Graziano Brotto Categoria: Previsioni - Pubblicato il 23-01-2020

Weekend con perturbazione atlantica

L'alta pressione è destinata a perdere di energia. La causa va ricercata nel vortice di bassa pressione attualmente sulla Penisola iberica che genererà una perturbazione, diretta verso l'Italia: essa giungerà sul nostro Paese entro la serata di venerdì. Ci sono dunque tutti i presupposti per assistere ad un peggioramento che si attiverà poi soprattutto nel corso dell'ormai prossimo weekend quando torneranno le piogge e anche la neve.
Ma andiamo con ordine e vediamo più nel dettaglio cosa ci aspetta tra sabato e domenica.

La prima parte del weekend vedrà una situazione già compromessa su molte regioni del Centro-Nord. La pioggia sarà presente infatti sul Piemonte orientale, in Lombardia, in Emilia Romagna e fino al basso Veneto. Altre precipitazioni sono attese sulla Liguria centrale e di Levante.
Deboli spruzzate di neve potranno imbiancare le aree alpine centrali sopra i 1000 metri di quota, l'Appennino ligure orientale e quello tosco-emiliano, tuttavia a quote più alte, mediamente intorno ai 1400 metri.

Tempo piuttosto grigio altresì al Centro, soprattutto sul versante tirrenico con piogge, rovesci e anche qualche temporale ad appannaggio soprattutto della Toscana e del Lazio. Pioverà inoltre anche su alcuni tratti delle Marche e dell'Umbria. Tempo migliore invece sulla Sardegna e su parte del Sud con piovaschi possibili quasi esclusivamente sulla Calabria.

Arriviamo così alla giornata di domenica quando, nonostante la perturbazione comincerà a perdere di energia, il tempo continuerà a fare i capricci. Al Nord avremo una residua instabilità sul Triveneto, mentre al Centro qualche pioggia potrà ancora attardarsi sulla Toscana, in Umbria e fino al Lazio. Saranno ancora possibili delle nevicate sull'Appennino centro-settentrionale.
Attenzione invece al Sud dove si attiverà una temporanea fase di tempo più instabile che colpirà segnatamente i settori centro-meridionali della Puglia e l'area ionica della Basilicata. Piovaschi saranno inoltre ancora possibili in Calabria.
Il tempo migliore lo troveremo in Sardegna e su alcuni tratti del Nordovest dove si dovrà tuttavia fare i conti con foschie e nebbie sui comparti pianeggianti.