Caldo, la tregua è rimandata: i modelli vedono un nuovo scenario per l’Italia

Graziano Brotto

Graziano Brotto Categoria: Previsioni - Pubblicato il 29-08-2026

L'anticiclone africano torna a rafforzarsi alle porte dell'autunno meteorologico: ecco dove il caldo sarà più intenso e perché i modelli continuano a rimandare la vera svolta

 

Cari lettori, la domanda che molti si stanno facendo in questi giorni è sempre la stessa: quando finirà davvero questo caldo? La risposta, almeno osservando gli ultimi aggiornamenti dei modelli, non è ancora quella che molti speravano. Nonostante ci troviamo ormai alla vigilia dell’autunno meteorologico, l’anticiclone africano è pronto a rafforzarsi nuovamente sull’Europa meridionale, riportando sull’Italia condizioni decisamente anomale per il periodo.

Insomma, quella che sembrava poter essere la fase conclusiva di questa lunga estate continua a essere rimandata. La nuova ondata di calore non dovrebbe limitarsi a una breve parentesi, ma potrebbe accompagnarci ancora per diversi giorni, con temperature localmente davvero elevate.

 

Il cuore della massa d’aria calda arriverà ancora una volta dal Nord Africa e interesserà soprattutto il Centro Sud. In particolare, nelle aree interne della Sardegna e della Sicilia i termometri potrebbero spingersi fino a 44 45°C, con valori eccezionali per la fine di agosto e non lontani dai record assoluti.

Il caldo intenso coinvolgerà anche gran parte del Sud peninsulare. Tra Calabria, Lucania e Puglia sono attese massime prossime ai 40°C, con punte locali fino a 43°C. Una situazione che conferma quanto sia ancora robusta la presenza dell’aria subtropicale sul Mediterraneo.

Temperature molto elevate anche al Centro. Le zone interne di Lazio e Toscana potranno avvicinarsi nuovamente alla soglia dei 40°C, soprattutto nelle aree maggiormente lontane dall’influenza mitigatrice del mare.

Il caldo non risparmierà nemmeno il Nord. Sulla bassa Val Padana i valori massimi potrebbero raggiungere i 36 38°C. Qui, oltre alle temperature, sarà soprattutto l’afa a rendere il quadro particolarmente pesante, a causa dell’elevata umidità presente nei bassi strati.

In sostanza, gran parte dell’Italia continuerà a fare i conti con un caldo fuori stagione. Soltanto le zone a nord del Po potranno osservare valori un po’ meno estremi, anche se il clima resterà spesso afoso.

 

Settimana prossima, il caldo inizierà lentamente ad attenuarsi

Qualcosa dovrebbe comunque cambiare nel corso del fine settimana. L’anticiclone africano tenderà gradualmente a perdere parte della sua forza e a ritirarsi verso latitudini più meridionali. Questo permetterà alle temperature di scendere rispetto ai picchi attesi tra giovedì e venerdì.

Non si tratterà però, almeno inizialmente, della tanto attesa svolta autunnale. Il calo termico sarà infatti graduale e i valori potrebbero restare ancora superiori alle medie del periodo. In altre parole, il caldo più estremo potrebbe attenuarsi, ma la stagione estiva non sembra ancora intenzionata a lasciare spazio all’autunno.

Per quanto riguarda le precipitazioni, tra il 2 e il 3 settembre qualche pioggia, rovescio o temporale potrà interessare le regioni settentrionali. Sul resto d’Italia prevarranno invece condizioni più stabili, con ampi spazi soleggiati e temperature ancora elevate.

 

Perché i modelli continuano a rimandare la fine del caldo?

Ed eccoci al punto centrale della questione. Perché, aggiornamento dopo aggiornamento, i modelli meteorologici sembrano spostare sempre più avanti la vera fine del caldo?

Non significa necessariamente che i modelli stiano sbagliando. I principali sistemi previsionali, come GFS ed ECMWF, elaborano una quantità enorme di dati e costruiscono le loro previsioni partendo dalle condizioni atmosferiche osservate in un determinato momento. Quando però si cerca di guardare molto avanti nel tempo, aumenta inevitabilmente l’incertezza.

In questo caso il nodo principale riguarda il momento in cui il flusso atlantico riuscirà a imporsi sul Mediterraneo e a smantellare definitivamente la grande area di alta pressione subtropicale.

L’anticiclone africano è ormai protagonista da metà giugno, intervallato soltanto da brevi pause e temporanee incursioni di aria più fresca. La persistenza di questo schema atmosferico rende quindi più difficile individuare con precisione il momento della vera svolta.

Il risultato è che ogni nuova elaborazione può modificare la tempistica. Quello che qualche giorno fa sembrava possibile per l’inizio di settembre viene quindi spostato più avanti, mentre la possibilità di una fase decisamente più fresca resta confinata alle proiezioni a maggiore distanza temporale.

Per questo motivo, almeno secondo lo scenario descritto dagli ultimi aggiornamenti, la prima metà di settembre potrebbe iniziare ancora con temperature superiori alla media su buona parte dell’Italia. La situazione dovrà comunque essere seguita giorno dopo giorno, perché proprio nel lungo periodo l’affidabilità delle singole date diminuisce sensibilmente.

 

Autunno ancora lontano nelle proiezioni a lungo termine

Ed è proprio il lungo termine a lasciare maggiormente perplessi. Secondo le ultime proiezioni del modello europeo ECMWF, dopo il 5 settembre potrebbe infatti svilupparsi una nuova fase anticiclonica, con condizioni ancora favorevoli alla persistenza del caldo.

Anche il modello GFS continua a mostrare una possibile rinfrescata generale più avanti, collocandola però intorno al 9 10 settembre. Si tratta comunque di una tendenza a medio e lungo termine e non di una previsione definitiva: nei prossimi aggiornamenti la tempistica potrebbe ancora cambiare.

La sensazione, al momento, è quindi quella di un’estate che non vuole mollare la presa. Il caldo più intenso potrebbe attenuarsi nei prossimi giorni, ma la vera svolta verso condizioni più fresche sembra ancora lontana.

Credit modelli meteo: ECMWF e GFS.

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