Meteo, nuova fase dal 7 settembre: temperature in calo, ecco dove

Graziano Brotto

Graziano Brotto Categoria: Previsioni - Pubblicato il 04-09-2026

L'anticiclone africano resiste fino a domenica, poi lascia spazio a un cambiamento: primi temporali lunedì al Nord e una fase più instabile tra mercoledì e giovedì lungo l'Adriatico, con temperature in calo anche di 8°C.

 

L’Italia si prepara a vivere gli ultimi giorni di questa lunga fase calda, caratterizzata da temperature elevate e da un’umidità piuttosto fastidiosa. Tra sabato 4 e domenica 5 settembre il caldo africano raggiungerà probabilmente il suo apice, con valori ancora ben oltre la media del periodo e notti particolarmente afose in molte zone del Paese. Poi qualcosa inizierà a cambiare: l’alta pressione perderà gradualmente forza e permetterà l’ingresso di aria più fresca.

 

Ultimi giorni di caldo intenso

Fino a domenica 6 settembre l’anticiclone continuerà a dominare la scena, garantendo condizioni in prevalenza stabili e cieli sereni. Nelle aree maggiormente esposte alle correnti subtropicali non sono esclusi picchi fino a 38°C. I temporali resteranno soprattutto confinati ai rilievi alpini e appenninici, mentre nelle città il caldo continuerà a farsi sentire anche nelle ore serali e notturne.

 

Il cambiamento non sarà improvviso. L’anticiclone inizierà a indebolirsi poco alla volta, soprattutto sul suo bordo settentrionale, lasciando filtrare in quota correnti più fresche. Saranno proprio queste infiltrazioni a favorire la formazione dei primi temporali.

 

Lunedì 7 settembre arrivano i primi temporali

I modelli previsionali mostrano ancora qualche differenza sulla precisa evoluzione, ma sia GFS sia ECMWF indicano un inizio di settimana più movimentato soprattutto sulle zone alpine e prealpine.

Secondo il modello americano, nel pomeriggio di lunedì 7 settembre potranno svilupparsi rovesci e temporali sulle Alpi Liguri e Occidentali, nel Cuneese, in Valle d’Aosta e sull’alto Piemonte. Qualche temporale potrebbe inoltre interessare il Trentino Alto Adige, il nord del Friuli Venezia Giulia, l’Appennino Ligure e quello Tosco Emiliano. In serata non si escludono sconfinamenti verso le pianure piemontesi, comprese le zone di Torino. Sul resto del Paese dovrebbe invece prevalere ancora il bel tempo.

 

Anche la previsione del modello europeo segue sostanzialmente questa linea, ma mostra una possibile estensione dei fenomeni verso sud. Nel pomeriggio potrebbero verificarsi acquazzoni sulle Alpi Occidentali e Marittime, in Valle d’Aosta, sull’alto Piemonte e in Trentino Alto Adige. Qualche fenomeno isolato potrebbe inoltre comparire sull’Appennino Ligure, Tosco Emiliano e Umbro Marchigiano. Per il resto d’Italia il tempo dovrebbe rimanere prevalentemente soleggiato.

 

Si tratta comunque di una situazione ancora in evoluzione. Nei prossimi aggiornamenti i modelli potranno modificare sia la posizione sia l’intensità dei fenomeni.

 

Tra mercoledì 9 e giovedì 10 settembre arriva la fase più instabile

Il cambiamento più evidente potrebbe arrivare a metà settimana. Tra mercoledì 9 e giovedì 10 settembre una veloce fase temporalesca potrebbe attraversare diverse zone della Penisola, accompagnata da un calo delle temperature.

 

I primi effetti si farebbero sentire soprattutto al Nord Est. Tra il pomeriggio e la sera di mercoledì temporali anche improvvisi potrebbero interessare la Lombardia orientale e il Triveneto. Localmente non si possono escludere grandinate e raffiche di vento. Successivamente l’instabilità potrebbe spostarsi verso l’Emilia Romagna, con fenomeni rapidi ma localmente intensi. In questo contesto anche le previsioni per Bologna andranno seguite con attenzione.

 

Il Nord Ovest dovrebbe invece rimanere più ai margini della fase temporalesca. Le zone tra Milano e Bergamo potrebbero trovarsi vicino al limite dei fenomeni, motivo per cui piccoli spostamenti della linea temporalesca potrebbero fare una grande differenza anche a distanza di pochi chilometri.

 

Nella notte tra mercoledì e giovedì e poi durante la mattinata di giovedì, la linea instabile potrebbe spostarsi verso il versante Adriatico. In questa fase sarebbero coinvolte Umbria, Marche, Abruzzo e Molise, con Ancona tra le città che potrebbero assistere al passaggio dei temporali. Successivamente i fenomeni potrebbero raggiungere il Sud Italia, dove avrebbero carattere più irregolare, ma con la possibilità di rovesci localmente intensi e forti raffiche di vento.

 

Nel complesso si tratterebbe di un passaggio abbastanza rapido, con temporali spesso concentrati in aree ristrette e di breve durata. Alcune celle, tuttavia, potrebbero risultare localmente intense. Gli scenari attuali indicano un’attendibilità intorno al 65% per il passaggio dell’instabilità lungo il versante adriatico.

 

Temperature in calo anche di 8 gradi

L’effetto più evidente di questa evoluzione sarà probabilmente il calo delle temperature. La diminuzione potrebbe risultare più marcata sul Nord Est, dove i valori potrebbero scendere anche di 6 o 8°C rispetto alle giornate più calde. L’aria più fresca si estenderà poi gradualmente alle altre zone, riportando il termometro su valori decisamente più vicini alla normalità stagionale.

 

Nei giorni successivi potrebbe rimanere una certa variabilità soprattutto lungo l’Adriatico, sull’Appennino e al Sud, alternata però a diverse fasi soleggiate. Il clima sarà nel complesso più gradevole e soprattutto le notti torneranno finalmente più fresche e vivibili.

 

Resta da capire cosa accadrà nella seconda decade di settembre. L’anticiclone potrebbe infatti provare a riconquistare parte del terreno perduto e riportare condizioni più stabili e miti.

 

La pioggia non basterà a risolvere la siccità

La fase temporalesca in arrivo potrà portare piogge anche intense in alcune località, ma difficilmente sarà sufficiente per risolvere il deficit idrico. I fenomeni saranno infatti troppo irregolari e concentrati per garantire precipitazioni diffuse e durature.

 

Per recuperare una parte significativa della carenza d’acqua servirebbe una fase perturbata molto più organizzata, magari legata alla formazione di una depressione sul Mediterraneo. Una situazione di questo tipo potrebbe produrre piogge più estese e persistenti, anche se naturalmente comporterebbe il rischio di fenomeni localmente molto intensi.

 

Settembre potrà quindi offrire qualche occasione per interrompere la lunga fase asciutta, ma difficilmente riuscirà da solo a recuperare il deficit accumulato nei mesi precedenti. Sarà probabilmente ottobre, statisticamente più favorevole alle depressioni mediterranee, a poter offrire maggiori possibilità di piogge organizzate.

 

Per il momento, dunque, il passaggio tra 9 e 10 settembre rappresenta soprattutto una prima importante rinfrescata. Dopo gli ultimi giorni di caldo intenso, il calo termico potrà riportare un clima più gradevole in gran parte d’Italia. Sarà però solo un primo passo: per parlare di una vera svolta autunnale bisognerà attendere i prossimi aggiornamenti.

 

Le previsioni sulla fase fresca in arrivo sono state elaborate sulla base degli ultimi aggiornamenti del modello americano GFS e del modello europeo ECMWF.

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