Meteo: forti gelate a inizio settimana, poi brusco cambio con temperature sopra la media

Davide Nerini

Davide Nerini Categoria: Previsioni - Pubblicato il 12-01-2026

Il freddo intenso va in pausa! Torna l'alta pressione più tiepida, poi perturbazioni atlantiche?

Risveglio gelido a inizio settimana

L’avvio della nuova settimana ha visto l’Italia fare i conti con una mattinata particolarmente rigida, sotto l’influsso della terza irruzione fredda dell’anno. Tra la giornata di domenica e quella di lunedì, il quadro atmosferico si è stabilizzato favorendo un marcato raffreddamento notturno. I cieli si sono mantenuti sereni su gran parte del territorio, mentre i venti si sono progressivamente attenuati, consentendo all’aria continentale molto fredda di accumularsi nei bassi strati. Il risultato è stato evidente: le temperature minime hanno registrato valori diffusamente inferiori allo zero, con picchi notevoli nelle aree interne. Il gelo, secco e penetrante, ha interessato in modo piuttosto uniforme ampie porzioni del Centro e del Nord. L’aumento dei valori barici ha accentuato il fenomeno dell’irraggiamento notturno, rendendo particolarmente efficaci le dispersioni di calore nelle zone soggette a inversione termica.

 

Gelo intenso tra valli e altipiani

Le condizioni più severe si sono concentrate nelle conche interne, nei fondovalle e lungo la dorsale degli Appennini, dove l’aria fredda ha ristagnato con facilità. L’Appennino centrale, gli altipiani e le aree collinari di Marche, Abruzzo, Toscana e Molise hanno fatto segnare valori minimi molto bassi, in alcuni casi simili a quelli registrati nei giorni successivi all’Epifania. In diversi fondovalle e lungo i crinali appenninici si sono raggiunti i -10°C e localmente anche i -12°C, mentre sugli altipiani più esposti non sono mancati picchi prossimi ai -15°C. Il freddo si è fatto sentire anche a quote collinari, con temperature inferiori ai -5°C, soprattutto tra la Toscana orientale e l’entroterra delle Marche. In queste zone, la combinazione di cielo sereno, aria secca e calma di vento ha favorito la formazione di estese brinate.

 

Freddo diffuso anche in Val Padana

Il Nord Italia non è rimasto ai margini di questa fase rigida. In Val Padana, le minime notturne si sono attestate in genere tra i -3°C e i -4°C, con valori più bassi nelle aree extraurbane e nelle campagne, dove i termometri hanno raggiunto -6°C o -7°C. Il contesto è quello tipico delle inversioni termiche invernali, con aria fredda intrappolata nei bassi strati e umidità relativamente contenuta. Anche le grandi città hanno registrato temperature negative. Torino, Milano e Bologna si sono svegliate sottozero, segno di una massa d’aria fredda estesa e ben strutturata su tutto il Settentrione. Si è trattato di un freddo asciutto, privo di fenomeni significativi, ma sufficiente a rendere l’inizio della giornata decisamente rigido.

 

Clima freddo e sole velato al Centro-Sud

Scendendo verso il Centro-Sud, la situazione si è mantenuta coerente con le previsioni. Le correnti settentrionali, tra tramontana e maestrale, pur in graduale attenuazione, hanno continuato a mantenere un clima pungente, soprattutto nelle zone interne. Regioni come Puglia, Basilicata, Campania e la Calabria settentrionale hanno registrato un risveglio freddo, con valori di  -1°C o  -2°C nelle aree collinari e temperature prossime allo zero anche in pianura. Sul versante adriatico, tra la notte e le prime ore del mattino, si sono verificati isolati episodi di neve o fiocchi sparsi fino a bassa quota, in particolare su Abruzzo, Molise e nell’entroterra della Puglia. Si è trattato di fenomeni deboli e locali, senza accumuli significativi, in un contesto prevalentemente secco. Nonostante il soleggiamento diffuso su gran parte dell’Italia, le temperature diurne resteranno contenute, con massime che difficilmente supereranno i 7–8°C. Valori più elevati, localmente oltre i 10°C, sono attesi solo su Sardegna e Sicilia.

 

Nuovo assetto atmosferico in arrivo

Questa fase di freddo intenso, seppur marcata durante le ore notturne, è destinata a concludersi rapidamente. Le proiezioni sinottiche mostrano un cambiamento significativo già a partire dalla metà della settimana. Le correnti di origine artica tenderanno a ritirarsi verso est, lasciando spazio a una configurazione completamente diversa. Nei prossimi giorni si assisterà a una pausa dal clima invernale più rigido, con l’Italia e gran parte dell’Europa centro-meridionale che usciranno dal flusso gelido. Subentreranno masse d’aria più miti, di provenienza atlantica e nordafricana, favorite dall’espansione di un promontorio subtropicale sul Mediterraneo.

 

Clima più mite e nuove piogge

L’alta pressione avrà un ruolo dominante soprattutto al Sud e sulle isole maggiori, assicurando condizioni stabili e un progressivo aumento delle temperature. Tra il 15 e il 16 gennaio, le massime potranno raggiungere i 15–16°C su Sardegna, Sicilia, Calabria, Basilicata e Puglia. Il Nord resterà in parte penalizzato da nubi basse e nebbie, ma anche qui si assisterà a un rialzo termico rispetto ai valori attuali. Contestualmente torneranno a farsi sentire le perturbazioni atlantiche. Dalla metà della settimana le prime piogge interesseranno il Nord-Ovest, segnando la fine della fase anticiclonica. La neve cadrà nuovamente solo in montagna, su Alpi e Appennino settentrionale, ma a quote più elevate. Al momento non si intravedono nuove irruzioni fredde in grado di riportare la neve in pianura almeno fino al 20 gennaio.

 

Fonti e dati utilizzati

L’evoluzione descritta si basa sull’analisi delle più recenti emissioni dei principali centri di calcolo meteorologico internazionali, in particolare il modello GFS, il centro europeo ECMWF e della NOAA.

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