
Siamo ormai vicini a un cambiamento netto del tempo. Le condizioni meteorologiche che hanno caratterizzato gli ultimi giorni stanno per lasciare spazio a uno scenario completamente diverso. In queste ore l’assetto europeo favorisce la formazione e il rapido rafforzamento di una zona di bassa pressione collocata tra l’Alto Tirreno e la parte più occidentale della Val Padana.
Analisi preliminare della situazione
La dinamica prevista è piuttosto tipica per questo periodo. Il vortice ciclonico richiamerà correnti più miti ma ricche di umidità dai quadranti di sud-est. Questi flussi risaliranno verso il Nord-Ovest dove incontreranno l’aria fredda che nel frattempo tenterà di scavalcare la catena delle Alpi dal lato della Francia.
Quando masse d’aria con caratteristiche così diverse entrano in contatto, la conseguenza più probabile è la formazione di precipitazioni abbondanti. In questo caso si prevedono nevicate anche molto intense, anche se non interesseranno tutte le aree allo stesso modo.
Le zone colpite dalle precipitazioni nevose
Le aree che meritano maggiore attenzione sono la Valle d’Aosta, soprattutto il settore orientale, il Piemonte occidentale e settentrionale e l’Appennino Ligure di Ponente. In queste zone la neve potrà cadere con notevole intensità. Sulle Alpi Occidentali gli accumuli più consistenti sono attesi oltre i 1000 o 1500 metri di quota, dove nel corso dell’evento potrebbe depositarsi anche più di un metro e mezzo di neve fresca.
Evoluzione della quota neve durante l’evento
Quando le precipitazioni diventano molto intense può verificarsi un effetto particolare che riguarda la quota della neve. Anche se lo zero termico è previsto mediamente attorno ai 1000 o 1200 metri, la forza dei fenomeni potrebbe trascinare aria più fredda verso il basso. Per questo motivo non è escluso che la dama bianca possa scendere temporaneamente fino a circa 500 metri, regalando scenari invernali e brevi imbiancate coreografiche.
Cosa accadrà nelle città della pianura
Nelle città di pianura la situazione sarà diversa. È poco probabile vedere la neve in località come Torino o Asti. Diverso il discorso per Cuneo e Aosta, dove nelle prime ore di domenica 15 potrebbero verificarsi episodi di pioggia mista a neve o brevi rovesci nevosi. Si tratterà comunque di fenomeni deboli e temporanei, situazioni che in marzo non sono rare in queste zone.
Procedendo verso est, tra Lombardia e Triveneto, la neve cadrà invece a quote più elevate, generalmente oltre i 1200 o 1600 metri. Qui l’afflusso di aria fredda sarà meno incisivo e il minimo di pressione tenderà a scivolare rapidamente verso il Sud, riducendo l’intensità dei fenomeni. Le nevicate più abbondanti resteranno quindi concentrate soprattutto sul comparto occidentale della Penisola.
