
L’atmosfera torna a dare segnali di movimento. A partire dal 4 maggio le perturbazioni atlantiche cercheranno di riconquistare spazio sul Mediterraneo, ma non sarà semplice, soprattutto al Sud, dove l’anticiclone continuerà a opporre resistenza.
Al Centro-Nord il cambiamento sarà più evidente: tra il 4 e il 7 maggio si prevedono giornate instabili, con rovesci e temporali anche forti, tipici di una stagione primaverile ancora incerta. Più a sud, invece, la situazione resterà più variabile, con l’alta pressione pronta a limitare l’ingresso delle correnti perturbate.
Nel fine settimana del 9-10 maggio potrebbe affacciarsi una breve pausa. Non si tratterà di un cambiamento definitivo, ma piuttosto di una fase più tranquilla, legata a un affondo freddo troppo occidentale per coinvolgere in pieno l’Italia.
Nel frattempo resta da tenere d’occhio un altro protagonista del mese: l’anticiclone africano. Quando si espande verso il Mediterraneo, riesce in pochi giorni a cambiare completamente lo scenario, portando aria calda dal Sahara e facendo salire le temperature oltre i 30°C.
Non è una novità. Il maggio 2022 è stato tra i più caldi mai osservati in Italia, con valori che hanno raggiunto i 36.1°C a Firenze, i 35.6°C a Grosseto e i 34°C a Pisa il 27 maggio, stabilendo nuovi record per il periodo. Al Nord-Ovest lo scarto termico ha toccato i +2.6°C, il più alto dagli anni Cinquanta.
Anche il 2025 ha mostrato segnali estremi, con temperature arrivate fino a 26.6°C sulle Alpi, a San Valentino alla Muta, un valore mai registrato prima per quella località. In condizioni normali, le temperature massime di maggio in Italia si aggirano sui 22-23°C, ma le ondate di caldo precoci possono far salire i valori anche di 10-15 gradi oltre la media.
Si tratta però spesso di fasi temporanee. Maggio resta un mese imprevedibile: basta un indebolimento dell’alta pressione per favorire il ritorno di aria più fresca dall’Atlantico e la formazione di nuovi temporali, a volte anche improvvisi. La prima parte del mese è storicamente associata a periodi instabili e a tratti perturbati, con piogge anche abbondanti quando le correnti occidentali insistono sul Mediterraneo.
È il volto più tipico della primavera mediterranea: variabile, dinamica, capace di passare rapidamente dai temporali a condizioni quasi estive. Proprio per questo, difficilmente prevedibile fino in fondo.
Questo articolo è stato elaborato sulla base degli ultimi aggiornamenti dei modelli previsionali ECMWF ed il Global Forecast System (GFS).
