Doppia perturbazione al Nord, clima estivo e punte di 35°C sul resto della Penisola

Davide Nerini

Davide Nerini Categoria: Previsioni - Pubblicato il 11-05-2026

Doppia fase di maltempo al Nord e caldo intenso al Centro Sud

Primavera movimentata sulle regioni del Nord

Il Nord Italia continua a fare i conti con una primavera molto dinamica, caratterizzata da frequenti cambi di scenario. In questo periodo dell’anno pioggia e temporali rappresentano una componente del tutto normale del clima settentrionale, soprattutto dopo i mesi autunnali che restano i più piovosi. Diversa invece la situazione sul resto della Penisola, dove con l’avanzare di maggio le precipitazioni tendono gradualmente a diminuire grazie alla crescente influenza del clima mediterraneo.

Sulle regioni del Nord, secondo le statistiche climatiche, dovrebbero alternarsi giornate soleggiate a passaggi perturbati accompagnati da rovesci e temporali. Ed è proprio questo il quadro che i modelli meteo stanno cercando di delineare, anche se con parecchie incertezze. In questo 2026 le simulazioni continuano infatti a cambiare rapidamente e molte delle piogge previste nei giorni scorsi sono poi state ridimensionate nei successivi aggiornamenti.

Il modello europeo ECMWF mostra comunque una circolazione molto movimentata sul Mediterraneo occidentale, con diversi sistemi nuvolosi diretti verso l’Italia. Le precipitazioni potrebbero coinvolgere non solo il Nord Italia, ma anche parte delle regioni tirreniche centrali e meridionali oltre alla Sardegna, con numerosi episodi temporaleschi.

 

L’anticiclone africano resta sullo sfondo

Nelle ultime elaborazioni si continua a parlare anche di un possibile rinforzo dell’anticiclone africano. È uno scenario che al momento riguarda soprattutto la terza decade di maggio, quando potrebbe verificarsi una decisa risalita di aria molto calda dal Nord Africa.

Prima di questo possibile cambio di passo, però, il modello ECMWF intravede ancora alcune giornate instabili e piovose soprattutto al Nord Italia. Successivamente il caldo potrebbe aumentare in modo sensibile su buona parte della Penisola. Anche in presenza dell’alta pressione, tuttavia, le regioni settentrionali resterebbero vulnerabili all’arrivo di fronti più freschi in grado di scatenare temporali intensi, specie a ridosso delle Alpi.

Le proiezioni oltre la seconda metà di maggio restano comunque poco affidabili. I modelli matematici offrono indicazioni generali, ma dopo una settimana di previsione il margine d’errore aumenta sensibilmente. Al momento lo scenario più probabile sembra quello di almeno due fasi perturbate dirette verso il Nord.

 

Prima fase di maltempo tra domenica e lunedì 11 maggio

La prima ondata instabile è ormai imminente. I fenomeni dovrebbero intensificarsi tra la domenica e la giornata di lunedì 11 maggio, quando il rischio di temporali sarà elevato su gran parte del Nord Italia. La fase più attiva dovrebbe esaurirsi entro la serata di lunedì.

Successivamente e fino al 15 maggio il tempo dovrebbe mantenersi più tranquillo, anche se non mancheranno episodi temporaleschi isolati soprattutto sulle aree settentrionali.

Nella giornata di mercoledì 13, ad esempio, il tempo dovrebbe risultare abbastanza stabile al Nord, fatta eccezione per alcune zone dell’Appennino settentrionale. Sul resto dell’Italia, invece, specialmente nelle aree interne del Centro e in regioni come Sardegna, Campania, Basilicata e Puglia, potranno svilupparsi temporali pomeridiani anche intensi con rischio di grandinate.

Alla base di questa instabilità ci sarebbe il passaggio di una piccola area di bassa pressione in movimento verso il Centro Italia, alimentata da correnti atlantiche in transito tra la Penisola Iberica e la Francia.

 

Nuovo peggioramento atteso intorno al 15 maggio

La seconda fase di maltempo potrebbe arrivare verso la fine della settimana. Secondo il modello americano GFS, tra venerdì 15 e il weekend successivo il Nord Italia potrebbe essere interessato da piogge diffuse e localmente abbondanti, soprattutto sulle aree alpine, prealpine e lungo la fascia a nord del fiume Po.

Le temperature resterebbero piuttosto contenute almeno fino al 18 maggio, con valori spesso inferiori ai 20°C. In montagna potrebbero tornare anche nevicate oltre i 2000 o 2200 metri.

Anche il modello europeo ECMWF conferma un nuovo peggioramento attorno a venerdì 15 maggio, inizialmente più marcato sul Nord Ovest e poi in estensione verso il Nord Est. I fenomeni potrebbero coinvolgere anche parte della Sardegna e delle coste tirreniche.

Si prospetta quindi una settimana ancora molto instabile, con un continuo alternarsi tra schiarite e nuovi passaggi perturbati.

 

Dopo il 15 maggio possibile aumento del caldo

Guardando più avanti, oltre la metà del mese, i modelli iniziano a intravedere un progressivo rinforzo dell’alta pressione. Il modello americano GFS mostra una fase più stabile accompagnata da un deciso aumento delle temperature su gran parte dell’Italia.

Secondo le ultime proiezioni si potrebbero raggiungere valori vicini ai 30°C soprattutto sulle regioni centrali e meridionali. Le zone costiere dovrebbero invece mantenersi leggermente più fresche grazie alle brezze marine e alla presenza di un mare ancora relativamente fresco, nonostante temperature superficiali superiori alla media.

Le aree alpine, prealpine e le pianure del Nord Italia potrebbero comunque continuare a vedere lo sviluppo di temporali pomeridiani anche in presenza dell’anticiclone.

 

Fine maggio con rischio di temporali forti e grandinate

La parte finale di maggio potrebbe riportare condizioni pienamente estive su molte regioni italiane, ma al Nord Italia resterebbe elevato il rischio di temporali anche intensi.

L’aumento delle temperature e dell’umidità fornirebbe infatti molta energia all’atmosfera favorendo la formazione di nubi temporalesche imponenti. In questi casi i fenomeni potrebbero risultare violenti e accompagnati da grandinate di medie dimensioni oltre a forti rovesci di pioggia concentrati in breve tempo.

La Valle Padana e le aree vicine alle Alpi rappresentano storicamente una delle zone più favorevoli allo sviluppo di temporali intensi tra la fine della primavera e l’inizio dell’estate, soprattutto quando masse d’aria molto calda provenienti dall’Africa incontrano infiltrazioni più fresche in quota.

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