L'ondata di caldo si placa, ma agosto ha ancora un asso nella manica

Giulio Valenti

Giulio Valenti Categoria: Previsioni - Pubblicato il 22-07-2026

Correnti settentrionali in arrivo, temporali violenti al nord e una tregua che sa di illusione: i modelli vedono un avvio di agosto ancora rovente, con punte che potrebbero sfiorare valori estremi sulla Penisola.

 

Dopo settimane di caldo soffocante, qualcosa inizia finalmente a cambiare. Le regioni del Nord stanno già sperimentando un clima diverso grazie al passaggio di forti temporali che, soprattutto sul Nord Est, hanno provocato danni significativi e grandinate di eccezionale intensità. Al Centro e al Sud, invece, il caldo continua a farsi sentire, ma nei prossimi giorni anche queste aree potranno beneficiare dell'arrivo di correnti settentrionali più fresche e a tratti instabili.

Questo, però, non significa che l'estate abbia intenzione di mollare la presa.

 

Temperature in calo, ma il caldo resterà protagonista

Nei prossimi quattro o cinque giorni parlare di una vera rinfrescata sarebbe eccessivo. Solo alcune zone dell'Italia orientale potranno registrare un calo più evidente delle temperature grazie ai temporali. Nel resto del Paese assisteremo soprattutto a un ritorno verso valori più vicini alla norma del periodo, accompagnati da un'umidità meno opprimente rispetto alle ultime settimane. Per un cambiamento più deciso bisognerà probabilmente attendere la fine della prossima settimana.

Naturalmente la distanza temporale richiede ancora prudenza. Tuttavia i principali modelli iniziano a mostrare la possibilità di una perturbazione più organizzata in grado di interessare il Nord e parte del Centro. Nei prossimi aggiornamenti sarà possibile definire meglio tempi e aree coinvolte. Nel frattempo resta evidente che l'alta pressione responsabile del caldo non sparirà del tutto, ma tenderà semplicemente a spostarsi leggermente, continuando a influenzare il bacino del Mediterraneo.

 

Le tendenze per la fine di luglio

Guardando verso gli ultimi giorni di luglio, le elaborazioni del modello GFS mostrano anomalie termiche piuttosto contenute sulla Penisola. In pratica, l'Italia dovrebbe ritrovare temperature vicine alle medie stagionali, senza gli eccessi registrati nelle ultime settimane. Le condizioni più roventi sembrano invece destinate a interessare l'Europa orientale e l'area compresa tra la Penisola Iberica e il Portogallo.

Anche sul fronte delle precipitazioni lo scenario appare piuttosto chiaro. Il tempo resterà prevalentemente secco sulla Penisola Iberica, sul nord Africa, sulle zone più meridionali del Mediterraneo e sulla Penisola Ellenica. Sull'Italia, invece, aumenteranno le occasioni per temporali, soprattutto al Nord e lungo le aree interne del Centro. Una fase più dinamica, quindi, ma non ancora un cambiamento definitivo.

 

Inizio di agosto con il ritorno del grande caldo

Le proiezioni attuali indicano che i primi giorni di agosto potrebbero riportare un deciso aumento delle temperature. L'anticiclone sarebbe infatti pronto a rafforzarsi nuovamente sull'Italia, favorendo una nuova fase di caldo intenso. L'enorme quantità di calore accumulata sul nord Africa durante gli ultimi mesi continua infatti a rappresentare un serbatoio pronto ad alimentare nuove ondate di calore.

La media degli scenari disponibili evidenzia come l'anticiclone possa estendersi sul Mediterraneo centrale. La sua origine sembrerebbe prevalentemente azzorriana, ma il continuo contributo dell'aria africana potrebbe comunque spingere le temperature su valori molto elevati.

Le simulazioni previste intorno al 2 agosto mostrano temperature fino a 24°C a circa 1500 metri di quota su gran parte della Penisola. Se questo scenario dovesse trovare conferma, al suolo potrebbero nuovamente registrarsi punte prossime ai 40°C o persino superiori, soprattutto sulle Isole Maggiori, lungo le regioni tirreniche, in Puglia e localmente anche sulla Valpadana. Nei primi giorni di agosto, con il mare ormai molto caldo, valori estremi di questo tipo restano pienamente possibili, come dimostrato dalle recenti temperature che hanno raggiunto i 42°C in diverse località.

 

Il ruolo decisivo delle perturbazioni atlantiche

L'elemento che potrebbe fare la differenza rispetto ai mesi di giugno e luglio è una maggiore presenza delle perturbazioni atlantiche alle nostre latitudini. Questo favorirebbe un contenimento delle temperature soprattutto sulle regioni settentrionali, ma aumenterebbe anche il rischio di temporali particolarmente intensi, accompagnati da grandinate e forti raffiche di vento.

Secondo le attuali tendenze, queste incursioni atlantiche potrebbero diventare più frequenti dopo Ferragosto, riuscendo talvolta a raggiungere anche parte delle regioni centrali. Sarebbe il primo segnale del graduale indebolimento stagionale dell'anticiclone, un processo che negli ultimi anni tende però a manifestarsi sempre più tardi.

Negli anni Settanta era spesso la classica perturbazione di Ferragosto a segnare la fine della parte più intensa dell'estate. Oggi la stagione calda riesce invece a prolungarsi con maggiore facilità fino a settembre inoltrato e, in alcuni casi, persino ai primi giorni di ottobre. Per il momento, però, l'obiettivo principale resta quello di interrompere la lunga fase di caldo e siccità che interessa molte zone d'Italia ormai da diverse settimane.

 

L'articolo è stato scritto sulla base delle più recenti emissioni dei modelli ECMWF e Global Forecast System (GFS), interpretate dall'autore per offrire un quadro aggiornato delle previsioni e dell'evoluzione meteorologica.

 

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