Da venerdì cambia tutto: caldo in attenuazione, ma solo su una parte d'Italia

Giulio Valenti

Giulio Valenti Categoria: Previsioni - Pubblicato il 05-08-2026

Picchi di 40 gradi, ma s’intravede un primo ridimensionamento termico con qualche temporale in più

 

L'anticiclone continua a dominare la scena e mantiene condizioni di tempo stabile accompagnate da un caldo davvero intenso. Le uniche eccezioni sono rappresentate dai temporali di calore che, pur essendo generalmente brevi, possono risultare localmente forti e interessare soprattutto le aree montuose, sconfinando a tratti anche nelle zone vicine. Il disagio provocato dall'afa aumenta giorno dopo giorno, complice un'umidità sempre più elevata che rende l'aria pesante anche durante le ore notturne, soprattutto nei grandi centri urbani.

 

Nel corso della parte centrale della settimana le temperature resteranno molto elevate anche in Val Padana. Sulla pianura emiliana, tra Modena e Bologna, si potranno raggiungere valori vicini ai 40 gradi, con punte molto elevate anche su parte del Triveneto e della Bassa Lombardia. Non saranno soltanto le massime a rimanere ben oltre la media, ma anche le temperature minime continueranno a essere particolarmente alte, perché il calore accumulato durante il giorno farà molta fatica a disperdersi, soprattutto nelle città dove asfalto e cemento amplificano ulteriormente l'effetto dell'isola di calore.

 

Qualche temporale in più e un lieve calo delle temperature al Nord

La domanda che molti si pongono è quando finirà questa lunga fase di caldo intenso. Per il momento non si intravede ancora una vera svolta, anche se tra venerdì 7 e l'inizio del weekend arriveranno alcuni segnali di cambiamento. L'anticiclone africano perderà leggermente forza, favorendo l'ingresso di correnti un po' più fresche in quota che renderanno il tempo più dinamico, con temporali più diffusi e un modesto calo delle temperature.

 

Questo cambiamento interesserà soprattutto il Nord Italia. L'indebolimento dell'anticiclone sarà infatti più evidente sulle regioni settentrionali, dove il passaggio di una debole ondulazione atmosferica oltre le Alpi consentirà l'afflusso di aria più fresca alle quote elevate. I temporali saranno più organizzati rispetto ai giorni precedenti e potranno estendersi dalle aree alpine fino ad alcune zone di pianura, in particolare sul settore settentrionale e sul Triveneto. Localmente non si escludono fenomeni intensi accompagnati da nubifragi e grandinate.

 

Le temperature diminuiranno soprattutto nelle aree raggiunte dai temporali, grazie all'ingresso dell'aria più fresca. Si tratterà comunque di un calo limitato, insufficiente per parlare di un vero refrigerio o di un ritorno a valori nella norma. Il caldo sarà semplicemente meno intenso. Sul resto del Paese la situazione cambierà poco e al Centro Sud si continueranno a registrare valori molto elevati, con punte di 39 e localmente 40 gradi nelle zone interne.

 

Il caldo resterà protagonista anche nei giorni che porteranno a Ferragosto

Questa lieve attenuazione del caldo dovrebbe avere una durata piuttosto limitata. Già nel corso del fine settimana l'anticiclone tenderà nuovamente a rafforzarsi, riportando un rapido aumento delle temperature anche al Nord dopo la temporanea flessione. Un nuovo passaggio instabile potrebbe presentarsi tra lunedì 10 e martedì 11, coinvolgendo soprattutto le regioni settentrionali, mentre al Centro Sud la presenza dell'alta pressione continuerà a limitare l'instabilità a qualche episodio isolato lungo i rilievi.

 

Uno scenario più favorevole a un indebolimento dell'anticiclone africano potrebbe prendere forma nella seconda parte della prossima settimana, in prossimità di Ferragosto. Al momento, però, non ci sono ancora elementi sufficientemente concordi per individuare una fine definitiva di questa lunga fase di caldo. Le elaborazioni attuali lasciano comunque intravedere la possibilità di un cambiamento più deciso nei giorni successivi a Ferragosto, anche se sarà necessario attendere ulteriori conferme.

 

Questo articolo è stato realizzato sulla base delle più recenti elaborazioni dei principali modelli meteorologici internazionali, tra cui ECMWF (European Centre for Medium Range Weather Forecasts) e il modello GFS, interpretati dall'autore per elaborare l'evoluzione e le previsioni meteo.

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