Meno caldo, più temporali: da giovedì 20 forte perturbazione

Graziano Brotto

Graziano Brotto Categoria: Previsioni - Pubblicato il 19-08-2026

Un cambio di passo si prepara sul settentrione mentre altrove accade l'esatto contrario: i modelli concordano solo in parte, e la differenza pesa più del previsto.

 

Verso la fine di agosto capita spesso di assistere ai primi segnali di cambiamento. L'alta pressione perde gradualmente forza, le correnti atlantiche tornano a farsi sentire e le Alpi diventano ancora una volta un punto privilegiato per la formazione dei temporali. Fin qui nulla di particolarmente insolito. Questa volta, però, c'è un elemento che merita attenzione: la possibile durata della fase instabile.

Nei precedenti episodi di maltempo il Nord era stato interessato soprattutto da passaggi rapidi, con qualche ora di rovesci e temporali prima di un nuovo miglioramento. In questa occasione, invece, i segnali indicano una situazione più articolata, destinata a riproporsi per diversi giorni. È un aspetto che avevamo già evidenziato parlando del particolare andamento di questa parte finale dell'estate.

 

Venerdì 21 agosto, arriva il primo impulso

Per venerdì 21 agosto il modello ECMWF, il centro europeo di Reading, mostra una fascia di precipitazioni piuttosto importante lungo il settore alpino centrale e sui rilievi della Lombardia, con fenomeni che possono interessare anche il Piemonte e l'alta pianura. Il modello americano GFS, elaborato dal NOAA, propone uno scenario simile, ma con una distribuzione più ampia lungo l'intero arco alpino e con maggiore attenzione tra Valle d'Aosta e il  Trentino Alto Adige.

Anche l'ICON-EU del DWD conferma un quadro instabile e propone inoltre un'area temporalesca tra la Liguria orientale e l'alta Toscana, oltre a un coinvolgimento più evidente del Friuli Venezia Giulia. Le differenze tra i modelli sono normali a questa distanza temporale, ma il segnale generale è abbastanza chiaro: il rischio di temporali localmente intensi aumenta e nelle aree più colpite non sono da escludere anche grandinate.

 

Sabato 22 agosto, la fase più movimentata

La giornata di sabato 22 agosto potrebbe rappresentare il momento più delicato della sequenza. ECMWF individua due aree principali, una tra il basso Piemonte e l'entroterra ligure e una seconda tra le Alpi Giulie e l'Adriatico settentrionale. ICON-EU rafforza soprattutto quest'ultimo settore, estendendo i fenomeni verso l'Emilia Romagna. Il GFS mantiene invece una previsione più contenuta per quanto riguarda i quantitativi, ma conferma comunque la presenza delle aree instabili principali.

Il motivo è abbastanza semplice. In quota arriverà aria più fresca mentre il Mediterraneo conserverà ancora una notevole quantità di calore. Il contrasto tra queste due masse d'aria potrà favorire lo sviluppo di temporali anche intensi. Per questo sabato 22 agosto appare al momento come la giornata con la maggiore probabilità di fenomeni organizzati, soprattutto al Nord. Le aree più esposte sono state approfondite anche nell'analisi dedicata alla possibile formazione di temporali autorigeneranti tra il 20 e il 23 agosto.

 

Domenica 23 e lunedì 24, una pausa solo momentanea

Durante la domenica 23 agosto i principali modelli riducono sensibilmente le precipitazioni. I fenomeni residui dovrebbero concentrarsi soprattutto sulle Alpi occidentali e, in modo più isolato, lungo alcune zone appenniniche. Potrebbe quindi sembrare l'inizio di un ritorno alla stabilità.

La pausa, però, potrebbe durare poco. Nella seconda parte di lunedì 24 agosto l'ECMWF torna infatti a mostrare precipitazioni organizzate sul Nord-Ovest, lungo l'arco alpino e verso la Liguria. Anche la tendenza successiva resta interessante: per mercoledì 26 agosto compare un nuovo impulso instabile, soprattutto tra le Alpi orientali, il Friuli e l'alto Adriatico.

Il quadro che emerge, quindi, non è quello di una singola perturbazione destinata a transitare rapidamente, ma di una serie di impulsi che potrebbero mantenere il Nord in una condizione di variabilità e instabilità per diversi giorni, con la possibilità di temporali localmente forti.

 

Il calore dei mari alimenterà i temporali

In una situazione come questa il ruolo dei mari sarà particolarmente importante. Il Mar Ligure, il Tirreno settentrionale, il Mare di Corsica e, in parte, anche il Mare di Sardegna potranno fornire energia ai sistemi temporaleschi. Lo stesso vale per l'Adriatico settentrionale, ancora molto caldo dopo le settimane estive.

Chi si trova sulle coste in questi giorni può percepirlo facilmente. Anche durante la notte l'acqua mantiene temperature elevate, mentre l'aria resta umida e afosa. Quando arriva aria più fresca in quota, il contrasto diventa quindi più marcato e può favorire lo sviluppo di nubi temporalesche molto imponenti.

Un altro elemento da considerare sarà l'attività elettrica. I temporali più intensi potrebbero essere accompagnati da numerosi fulmini e da una forte attività elettrica. Non si tratta soltanto di un aspetto visivo: una maggiore attività elettrica è spesso associata a celle temporalesche particolarmente energiche.

 

Pianura Padana, attenzione ai fenomeni localizzati

In Pianura Padana gli accumuli medi previsti sono generalmente inferiori rispetto alle aree alpine. Questo, però, non significa necessariamente che il rischio sia trascurabile.

In alcune zone potrebbero svilupparsi temporali autorigeneranti, capaci di rimanere attivi sullo stesso settore per un periodo prolungato. In questi casi la quantità di pioggia può diventare importante anche su aree relativamente ristrette.

Dopo periodi particolarmente asciutti, inoltre, il terreno può avere difficoltà ad assorbire rapidamente grandi quantità d'acqua. Per questo anche quantitativi non eccezionali su scala regionale possono provocare localmente allagamenti e disagi.

Parallelamente arriverà anche un evidente calo delle temperature. Le massime diminuiranno soprattutto al Centro-Nord e anche le minime potranno scendere, seppur in maniera più contenuta. Sarà quindi un cambiamento percepibile rispetto al caldo dei giorni precedenti, anche se non è ancora possibile parlare di una vera e propria fine dell'estate.

 

La parte più difficile da prevedere

Quando si parla di temporali estivi bisogna mantenere una certa prudenza. La posizione precisa delle singole celle, la loro durata e la possibilità che diventino sistemi autorigeneranti non possono essere definite con grande anticipo. Anche i modelli più affidabili possono cambiare sensibilmente quando si entra nel dettaglio dei fenomeni convettivi.

Quello che possiamo individuare già ora sono le aree maggiormente predisposte e la presenza di condizioni favorevoli allo sviluppo di temporali. Per capire invece dove colpiranno con maggiore precisione le celle più intense sarà necessario attendere le ore immediatamente precedenti, quando saranno fondamentali radar meteorologici e immagini satellitari.

 

Al Centro-Sud continua il caldo intenso

Mentre il Nord si prepara a una fase più instabile e a un calo termico, gran parte del Centro-Sud resterà ai margini della perturbazione. Qui la situazione sarà molto diversa, con la persistenza di condizioni calde e una nuova possibile crescita delle temperature durante il fine settimana.

La fase più calda inizialmente sembrava destinata a concentrarsi soprattutto sulla Sicilia, ma le ultime elaborazioni allargano il campo anche alla Sardegna e a diverse zone del Centro, tra cui Lazio, Abruzzo e Molise, oltre naturalmente alle regioni meridionali.

Si delinea quindi un'Italia divisa in due. Al Nord aumenteranno temporali, rovesci e instabilità, accompagnati da un ridimensionamento delle temperature. Al Centro-Sud, invece, il caldo continuerà a farsi sentire e potrebbe intensificarsi proprio nei giorni in cui il settentrione sarà alle prese con il cambiamento del tempo.

Due scenari meteorologici molto diversi, separati da poche centinaia di chilometri. Una situazione non inedita, ma che in questa fase di fine agosto potrebbe risultare particolarmente evidente.

 

Le indicazioni riportate sono state elaborate sulla base degli ultimi aggiornamenti dei principali modelli meteorologici, tra cui ECMWF, European Centre for Medium Range Weather Forecasts, e il Global Forecast System, GFS. Le previsioni potranno subire variazioni con i prossimi aggiornamenti, soprattutto per quanto riguarda la posizione e l’intensità dei temporali.

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