Caldo, i giorni più difficili e poi il crollo termico: cosa dicono i numeri

Giulio Valenti

Giulio Valenti Categoria: Previsioni - Pubblicato il 26-08-2026

Le proiezioni dei modelli matematici ICON e GFS collocano il culmine dell'ondata di calore tra giovedì 27 e sabato 29 agosto, con un ridimensionamento lento e disomogeneo dei valori massimi soltanto nella prima decade di settembre.

 

L'ultima parte di agosto si prepara a vivere una nuova fase di caldo intenso. Una massa d'aria di origine sahariana si estenderà sul Mediterraneo centrale e i principali modelli matematici descrivono uno scenario molto simile, pur con differenze nei dettagli. Il modello ICON, elaborato dal servizio meteorologico tedesco, dispone di una risoluzione maggiore rispetto al modello americano GFS e riesce quindi a rappresentare meglio le caratteristiche del territorio, soprattutto nelle vallate, nelle pianure interne e nelle zone dove l'aria calda tende a ristagnare. GFS, invece, ha una copertura globale e consente di spingersi molto più avanti nel tempo, ma con un livello di dettaglio inferiore.

 

Il picco del caldo tra il 27 e il 29 agosto

Le elaborazioni indicano per mercoledì 26 agosto una situazione già molto calda, anche se non ancora al suo massimo. Sulle pianure del Nord Italia le temperature massime saranno comprese generalmente tra 30°C e 33°C, mentre al Centro si salirà tra 33°C e 37°C. Al Sud e sulle Isole Maggiori saranno invece possibili valori vicini ai 38°C. Da giovedì 27 agosto l'alta pressione tenderà a rafforzarsi ulteriormente e il salto termico rispetto ai giorni precedenti diventerà molto più evidente.

 

La fase più difficile è attesa tra venerdì 28 e sabato 29 agosto. Secondo ICON, nelle zone interne della Sardegna e della Sicilia le massime potranno raggiungere i 39°C, 40°C e localmente 43°C. Valori molto elevati sono previsti anche lungo l'Appennino meridionale, sul Tavoliere e nelle aree interne di Puglia, Basilicata e Calabria, dove si potranno raggiungere i 38°C, 40°C e fino a 42°C.

Il modello GFS, pur mostrando una distribuzione leggermente diversa dei valori, conferma sostanzialmente lo stesso quadro. Al Centro Italia, soprattutto lungo il versante adriatico tra Marche meridionali, Abruzzo e Molise, sono attese temperature comprese tra 37°C e 40°C. Il Nord resterà più lontano dal cuore dell'ondata di calore, ma anche qui il caldo sarà significativo. Tra Emilia Romagna e basso Veneto si potranno raggiungere i 34°C e 37°C, mentre a Milano e nelle aree del Nord Ovest i valori saranno generalmente compresi tra 31°C e 34°C.

 

Perché ICON può leggere meglio i dettagli rispetto a GFS

La differenza tra ICON e GFS non riguarda soltanto il modo in cui vengono rappresentate le mappe, ma anche la precisione con cui possiamo interpretare i valori previsti. ICON lavora con una risoluzione orizzontale più elevata ed è particolarmente utile nel breve termine. Questo gli permette di distinguere meglio situazioni molto diverse tra loro, come quelle di una valle, di una zona collinare, della costa o dell'entroterra.

GFS, invece, è pensato per arrivare molto più lontano nella previsione. La sua griglia più ampia tende però a rendere meno evidenti alcune differenze locali. Oltre il quarto o quinto giorno, quindi, i valori di GFS devono essere letti soprattutto come una tendenza generale e non come una previsione precisa per la singola località. È un limite naturale della previsione meteorologica: più ci si allontana nel tempo, maggiore diventa l'incertezza. Anche le indicazioni di ICON, naturalmente, restano delle stime e non possono essere considerate alla stregua di una temperatura misurata al suolo.

 

In alcune zone il termometro potrebbe andare ancora più in alto

C'è poi un elemento importante da considerare quando si osservano le mappe dei modelli. Il valore indicato sulla carta rappresenta una media riferita alla griglia del modello, mentre una stazione meteorologica misura le condizioni esatte del punto in cui si trova. Le differenze possono diventare notevoli in presenza di particolari condizioni locali.

Un terreno molto secco, la scarsa ventilazione, l'aria che si comprime durante la discesa dai rilievi e il calore accumulato nelle aree urbane possono far salire ulteriormente la temperatura. In alcune conche interne della Sicilia e della Sardegna, così come nelle pianure più riparate del Sud, non si può quindi escludere che le temperature reali superino i valori mostrati dalle mappe.

 

Il caldo mollerà la presa lentamente nella prima decade di settembre

Dopo domenica 30 agosto il caldo inizierà gradualmente a perdere forza, ma non ci sarà un cambiamento netto e immediato. Tra lunedì 31 agosto e mercoledì 2 settembre le massime resteranno elevate, con valori tra 33°C e 37°C a Palermo, Cagliari e in diverse zone del Mezzogiorno. Al Centro si resterà tra 30°C e 34°C, mentre su Bologna e sulla Pianura Padana le temperature saranno generalmente comprese tra 27°C e 30°C. Sarà dunque un primo passo verso il ridimensionamento, ma non ancora la vera svolta.

Tra giovedì 3 e sabato 5 settembre, inoltre, GFS lascia intravedere la possibilità di un nuovo temporaneo aumento delle temperature sul Centro Sud, con valori nuovamente vicini ai 34°C e 36°C tra Roma, Napoli e Bari.

Il passaggio più interessante potrebbe arrivare da domenica 6 settembre, quando le proiezioni iniziano a mostrare un possibile ingresso di aria più fresca dall'Atlantico verso l'Europa occidentale. In questo scenario, tra lunedì 7 e martedì 8 settembre, il Nord Italia potrebbe vedere le massime scendere tra 22°C e 27°C. Al Centro i valori si porterebbero tra 25°C e 29°C, mentre il Sud conserverebbe ancora temperature elevate, comprese tra 28°C e 32°C.

Si tratta comunque di una tendenza a lunga scadenza che dovrà essere confermata nei prossimi aggiornamenti. Il segnale appare compatibile con l'idea di un progressivo indebolimento della grande struttura anticiclonica che avrà caratterizzato gli ultimi giorni di agosto, ma i dettagli potranno ancora cambiare.

 

Un'ondata di calore tra le più importanti del periodo dopo Ferragosto

Considerando insieme intensità, estensione e durata, l'ondata di calore attesa nella parte finale di agosto si presenta come uno degli episodi più rilevanti degli ultimi cinquant'anni per il periodo successivo a Ferragosto. Il caldo intenso di fine estate non è certamente una novità sulla Penisola, ma spesso queste fiammate hanno avuto una durata più breve e hanno interessato soprattutto le Isole Maggiori.

In questo caso, invece, il segnale è quello di una fase più lunga e insistente, con anomalie termiche che potrebbero raggiungere valori molto elevati rispetto alla media del periodo. A rendere la situazione ancora più pesante saranno anche le temperature del mare, già alte dopo settimane di caldo, che potranno limitare il normale raffreddamento notturno delle zone costiere. Il risultato sarà un caldo persistente, destinato a lasciare il segno anche negli ultimi giorni dell'estate meteorologica.

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