
La possibilita di neve in pianura è ormai concreta. Un evento simile non si verificava da molti anni nel giorno dell’Epifania, soprattutto sulle aree del Centro Nord. Nel 2017 il Sud visse una fase invernale intensa, ma sulle regioni centro settentrionali non si registrarono precipitazioni nevose significative. Ora lo scenario atmosferico appare sempre più favorevole al ritorno della neve al livello del mare, in particolare sulla Val Padana, un contesto che il 6 gennaio manca da moltissimo tempo.
Per i bambini sarà una situazione entusiasmante, con un clima fiabesco in numerose città settentrionali e in alcune zone del Centro Italia. Di contro non mancheranno le difficoltà per traffico e trasporti, perché la neve comporta sempre criticità nella circolazione.
Neve in pianura in arrivo con il ciclone dell’Epifania
Le precipitazioni nevose potrebbero risultare anche molto consistenti. Sull’Appennino sono attese nevicate abbondanti tra 6 e 7 gennaio, con accumuli che alle quote medio alte potrebbero superare i cinquanta centimetri. La quota neve calerà rapidamente fino alla pianura su tutto il Nord Est e fino a quote molto basse sulle regioni centrali, in modo particolare tra Toscana e Marche.
Nelle ultime ore prende corpo anche l’ipotesi di una rapida nevicata su Roma nel corso di mercoledi 7 gennaio, fase in cui l’aria fredda inizierà a interessare anche le regioni centro meridionali.
Quattro regioni maggiormente esposte alla neve in pianura
Le aree che con maggiore probabilità saranno interessate da neve fino al suolo sono quattro:
Su questi territori i fiocchi potranno spingersi fino alle pianure e localmente lungo le coste, soprattutto dal Friuli verso il settore pesarese. Più a sud di Pesaro la neve resterà inizialmente confinata alle zone collinari per tutta la giornata dell’Epifania, per poi scendere progressivamente di quota entro il 7 gennaio, con l’avanzata dell’aria fredda legata al ciclone.
Accumuli stimati e settori più coinvolti
- Da 6 a 10 cm in pianura su Emilia Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia
- Fino a 20 e 25 cm sulle aree pedemontane del Bolognese, Forlivese e Riminese
- Da 1 a 3 cm lungo le coste dell’alto Adriatico
- Oltre 30 cm nel Pesarese fino a 300 e 400 metri di quota, con accumuli compresi tra 10 e 15 cm alle quote più basse delle Marche settentrionali
Sulla Pianura Padana orientale lo scenario appare piuttosto definito. Lo zero termico compreso tra 0 e 100 metri favorirà nevicate diffuse fino in pianura e localmente lungo le coste dell’alto Adriatico. Potrebbe trattarsi di un’occasione favorevole anche per la neve su Venezia, anche se al momento non si prevedono accumuli significativi. I fiocchi raggiungeranno anche Trentino Alto Adige e Lombardia fino in pianura, ma con quantitativi decisamente più contenuti.
Nevicate presenti anche il 7 gennaio
Ulteriori nevicate interesseranno il Nord Est, dal Friuli all’Emilia Romagna, nel corso di mercoledi 7 gennaio. In questa fase agirà il fronte occluso del vortice, che tenderà a esaurirsi lentamente continuando però a produrre neve fino in pianura e aumentando lo spessore del manto soprattutto nelle zone pedemontane.
Il freddo resterà protagonista e tenderà ad aumentare, consentendo alla quota neve di rimanere ancorata alle pianure. Nelle Marche e più in generale su tutto il Centro Italia l’aria fredda raggiungerà le basse quote, permettendo nuove nevicate fino a 200 e 400 metri di altitudine.
Fonti e crediti
Per questa analisi sono stati consultati e confrontati i principali modelli di previsione meteorologica, in particolare ECMWF, GFS e i dataset del NOAA, strumenti fondamentali per valutare l’evoluzione del ciclone e la distribuzione delle nevicate sul territorio italiano
