
Ancora piogge diffuse prima della svolta
Il quadro atmosferico continua a presentarsi instabile e perturbato su buona parte della Penisola. Fino a venerdì 20 febbraio sono attesi nuovi impulsi perturbati in grado di determinare ulteriori precipitazioni. Giovedì i fenomeni interesseranno soprattutto il Nord, mentre venerdì il maltempo si concentrerà maggiormente sulle regioni del Centro e del Sud. Proprio le aree centro meridionali hanno già fatto i conti con piogge abbondanti e situazioni delicate dal punto di vista idrogeologico. I terreni risultano in molti casi saturi e i corsi d’acqua sono sorvegliati speciali dopo episodi di allagamenti e locali esondazioni. Anche il Settentrione riceverà nuovi apporti piovosi, sebbene con criticità inferiori rispetto a quanto registrato recentemente in Calabria e Campania.
Verso un possibile cambio di scenario
Non mancano però i primi segnali di una modifica dell’assetto barico generale. Gli ultimi aggiornamenti dei modelli indicano che dopo il 21 e 22 febbraio potrebbe affermarsi una più decisa rimonta dell’Alta Pressione dai settori occidentali del Continente verso il bacino del Mediterraneo. Si tratta di una figura di vasta estensione, capace di limitare progressivamente l’ingresso delle perturbazioni atlantiche. In questo contesto si assisterebbe a un graduale aumento della stabilità atmosferica. Non si tratterà di giornate completamente serene ovunque, ma su gran parte d’Italia il tempo dovrebbe risultare più soleggiato e asciutto per buona parte della giornata.
Una tregua dopo settimane movimentate
Questa fase più stabile non va interpretata come un cambiamento definitivo della stagione, bensì come una pausa all’interno di un periodo ancora dinamico. Dopo settimane caratterizzate da frequenti passaggi perturbati, una diminuzione delle piogge rappresenterebbe una boccata d’ossigeno per molte zone del territorio. Le proiezioni a lungo termine mantengono comunque un certo margine di incertezza. Lungo il bordo orientale dell’Anticiclone, eventuali infiltrazioni instabili provenienti dall’Europa centro orientale potrebbero ancora interessare le regioni affacciate sul Mar Adriatico, mantenendo una moderata variabilità.
Qualche disturbo possibile al Nord e ad Est
L’espansione dell’Anticiclone potrebbe non risultare del tutto compatta. Tra la fine del mese e l’inizio della nuova decade non si escludono disturbi sull’Arco Alpino e sulle aree orientali del Paese. Guardando poi verso l’inizio di marzo, resta concreta la possibilità di un ritorno a condizioni più instabili. La prima parte del nuovo mese potrebbe infatti essere accompagnata da nuovi impulsi perturbati. Per ora si evidenzia soprattutto la probabilità di un miglioramento temporaneo sull’Italia, utile a interrompere la lunga fase piovosa ma non sufficiente a decretarne la fine.
Tendenze per l’avvio della primavera meteorologica
Le elaborazioni del Modello GFS relative ai primi giorni di marzo prospettano scenari ancora dinamici. Si tratta di indicazioni a lunga scadenza e quindi soggette a possibili variazioni, ma suggeriscono che l’inizio del mese potrebbe risultare nuovamente movimentato. L’Oceano Atlantico insieme alle Isole Britanniche potrebbe tornare a convogliare masse d’aria instabili verso il Mediterraneo, interrompendo la fase più stabile attesa verso la fine di febbraio.
