
Stiamo attraversando una fase meteorologica particolarmente delicata per molte zone del Paese, soprattutto sulle Isole Maggiori e in Calabria, dove l’azione persistente di un intenso vortice di bassa pressione sta determinando condizioni atmosferiche eccezionalmente severe. Le piogge risultano abbondanti e a tratti molto intense, accompagnate da violente raffiche di scirocco che stanno rendendo i mari molto agitati, con mareggiate significative lungo i tratti costieri più esposti alle correnti meridionali. Le simulazioni indicano un parziale e graduale indebolimento dei fenomeni nella giornata di mercoledì 21 gennaio, ma non si intravede una vera fase stabile. Chi spera in un ritorno duraturo del bel tempo dovrà fare i conti con nuovi peggioramenti a breve termine.
Possibile irruzione di aria gelida siberiana verso l’Europa
Le più recenti elaborazioni dei principali centri di previsione internazionali evidenziano come la parte conclusiva di gennaio 2026 possa risultare tra le più instabili degli ultimi anni. Lo scenario barico appare complesso e caratterizzato da un delicato equilibrio tra masse d’aria opposte. Da un lato l’Oceano Atlantico continua a spingere impulsi umidi verso l’ovest dell’Europa, dall’altro una vasta riserva di aria molto fredda di origine siberiana inizia a muoversi verso occidente, pronta a interagire con il flusso atlantico. L’incontro tra queste correnti potrebbe favorire una fase di maltempo persistente sul Mediterraneo centrale, con effetti prolungati per diversi giorni.
Perturbazioni in arrivo nella parte centrale della settimana
Nel breve termine il flusso occidentale sembra destinato a restare dominante, guidando una sequenza di sistemi perturbati da ovest verso est. Allo stesso tempo non vanno sottovalutate le depressioni che possono svilupparsi direttamente sui nostri mari, alimentate dal contrasto termico con le acque del Mediterraneo. Tra la metà e la fine della settimana, la penisola sarà interessata da almeno due nuovi impulsi perturbati. Sono previste precipitazioni diffuse che coinvolgeranno in modo più marcato il Nord Italia e le aree del versante tirrenico. Pur risultando meno estreme rispetto agli eventi recenti su Sardegna, Sicilia e Calabria, gli accumuli di pioggia potranno comunque raggiungere soglie rilevanti.
Scenario neve in Val Padana
Grande attenzione è rivolta alla possibilità di nevicate anche estese sulla Val Padana tra giovedì 22 e venerdì 23 gennaio. Le zone più esposte sembrano quelle del settore centro occidentale, dove l’aria fredda potrebbe rimanere intrappolata nei bassi strati atmosferici. Al momento è difficile stabilire con precisione gli accumuli, poiché i modelli ad alta risoluzione stanno ancora affinando i dettagli termici. Basterebbe una variazione minima delle temperature per determinare un passaggio dalla neve alla pioggia o viceversa. Per questo motivo sarà fondamentale seguire con attenzione i prossimi aggiornamenti previsionali.
Ultima fase con rafforzamento del freddo continentale
Guardando agli ultimi giorni di gennaio, emerge una tendenza verso un’ulteriore espansione dell’aria gelida proveniente dalla Siberia. La possibile formazione di strutture anticicloniche alle alte latitudini, tra Artico e Scandinavia, potrebbe favorire la discesa del freddo continentale verso l’Europa centrale e meridionale. Se tale evoluzione venisse confermata, anche l’Italia potrebbe essere interessata da una fase invernale particolarmente intensa, con temperature ben inferiori alla media del periodo e nuove occasioni per nevicate fino a quote molto basse.
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