
Giorni della Merla tra tradizione popolare e scenario atmosferico
La fase finale del mese si presenterà all’insegna di una continua alternanza di perturbazioni, con condizioni meteo spesso instabili e movimentate. Il Mar Mediterraneo resterà esposto a frequenti passaggi perturbati, responsabili di piogge e vento. Sul fronte termico il freddo più intenso continuerà a restare defilato, anche se il Settentrione potrà comunque sperimentare un contesto pienamente invernale. Le configurazioni attuali non lasciano intravedere movimenti significativi di aria artica. I tradizionali ultimi tre giorni di Gennaio, noti come Giorni della Merla e considerati da sempre i più freddi dell’anno, secondo le attuali proiezioni non dovrebbero rispettare questa fama.
Le correnti di origine oceanica provenienti dall’Oceano Atlantico manterranno lontane le masse d’aria più gelide, almeno dall’Europa mediterranea. Il freddo più severo continuerà a concentrarsi alle alte latitudini, dove da settimane persiste un vasto serbatoio di aria gelida tra la Russia e la Siberia. Non sono attesi episodi di rilievo capaci di imprimere una svolta invernale durante i giorni tradizionalmente più rigidi. Il finale di Gennaio sarà quindi caratterizzato da tempo perturbato ma non particolarmente freddo, con valori termici che potrebbero risultare anche sopra la media stagionale, soprattutto al Centro e al Sud.
Febbraio e il possibile cambio di passo dell’inverno
Il destino dell’inverno resta ancora aperto. La stagione in corso ha mostrato una vivacità atmosferica che mancava da tempo, pur senza aver ancora regalato eventi davvero memorabili. Le occasioni però non mancano, considerando che Febbraio rappresenta spesso il mese clou per ondate di gelo e nevicate significative. Non si tratta di un’ipotesi remota, anche perché il contesto attuale vede un Vortice Polare frequentemente disturbato e tutt’altro che compatto, una condizione favorevole a possibili sviluppi più invernali.
Scenario stratosferico e possibili effetti sul meteo
All’avvio di Febbraio prende forma la possibilità di una frattura del Vortice Polare in sede stratosferica. Questo evento non comporta automaticamente un immediato arrivo di gelo e neve, ma rappresenta un elemento chiave capace di facilitare future discese di aria fredda verso latitudini più basse. Per eventuali irruzioni artiche di rilievo potrebbe essere necessario attendere la fase centrale del mese. Non sarebbe comunque un evento tardivo, come dimostra quanto accadde otto anni fa, quando il Buran raggiunse l’Italia proprio a fine Febbraio, dando vita a nevicate storiche anche in città come Roma e Napoli.
