Meteo Italia, dal caldo africano ai temporali: le date della svolta

Graziano Brotto

Graziano Brotto Categoria: Previsioni - Pubblicato il 22-06-2026

Quando potrebbe arrivare il refrigerio? Dopo giorni di caldo intenso si guarda con attenzione alla possibile svolta meteorologica. I modelli iniziano a intravedere un cambiamento, ma non mancano i rischi legati a forti temporali.

 

Il caldo continua a dominare la scena meteo italiana e ormai non rappresenta più una sorpresa, soprattutto sulle regioni del Centro Nord e sulla Sardegna. Giorno dopo giorno le temperature elevate stanno coinvolgendo anche il Sud, una dinamica che può apparire insolita visto che normalmente le masse d'aria più calde risalgono dal Mediterraneo meridionale verso le regioni settentrionali.

Alla base di questa situazione troviamo il ben noto anticiclone africano, anche se gli esperti preferiscono ormai parlare di una vera e propria cupola di calore. Si tratta di una struttura atmosferica che schiaccia l'aria verso il basso, favorendo un ulteriore aumento delle temperature. Il risultato è una fase eccezionalmente calda che interessa gran parte dell'Europa occidentale e il nostro Paese.

 

Caldo anomalo anche in montagna

Gli effetti della cupola di calore si fanno sentire persino sulle aree alpine. Lo zero termico si è spinto ben oltre la quota dei ghiacciai e le temperature in montagna stanno raggiungendo valori davvero insoliti.

A circa 1500 metri di quota sulle Alpi si sfiorano i 30 gradi, mentre in molte località comprese tra gli 800 e i 1000 metri si superano facilmente queste soglie. L'umidità elevata rende il caldo ancora più opprimente e durante la notte, in numerose aree, le temperature faticano a scendere sotto i 20 gradi. La situazione più pesante riguarda soprattutto il settore occidentale del Nord Italia, dove l'ondata di calore sta raggiungendo la massima intensità.

 

Quando arriverà una tregua?

La domanda che tutti si pongono è una sola: quando finirà questa fase così calda?

Le temperature attuali risultano nettamente superiori alle medie climatiche del periodo. A Milano, ad esempio, nella terza decade di giugno le massime dovrebbero attestarsi intorno ai 29 gradi. In questi giorni, invece, si stanno registrando valori prossimi ai 37 gradi nelle zone urbane.

Situazioni simili si osservano anche in molte altre aree della Penisola. Diverse località stanno avvicinandosi ai propri record storici per il mese di giugno, segno evidente della portata dell'evento in corso.

 

Le elaborazioni del modello europeo ECMWF continuano a mostrare una situazione piuttosto stabile. Al momento non emergono segnali concreti di una rapida attenuazione del caldo. Anzi, la persistenza dell'alta pressione potrebbe prolungare l'ondata di calore ancora per diversi giorni.

Va però sottolineato che un eventuale cambio di scenario potrebbe risultare brusco. L'ingresso di aria più fresca in un contesto così caldo favorirebbe infatti la formazione di temporali intensi, accompagnati localmente da grandinate, raffiche di vento e nubifragi.

 

Il caldo si estenderà a gran parte dell'Europa

Le ultime elaborazioni confermano che la massa d'aria molto calda tenderà a espandersi ulteriormente. Dalla Penisola Iberica il caldo raggiungerà progressivamente le Isole Britanniche, il Benelux e la Germania.

Secondo alcune simulazioni, l'anomalia termica potrebbe estendersi perfino verso il sud della Scandinavia, con temperature fino a 15 gradi superiori alle medie climatiche.

Nel frattempo, una situazione completamente diversa interessa la Russia, dove l'afflusso di aria più fresca mantiene valori inferiori alla norma e favorisce condizioni di instabilità atmosferica.

Anche il Nord Africa presenta contrasti interessanti. In Libia si osservano temperature in quota localmente inferiori alla media, mentre lungo le coste di Tunisia, Algeria e Marocco il caldo resta intenso e nell'entroterra si superano facilmente i 40 gradi.

 

I primi segnali di cambiamento arrivano da luglio

Se il modello europeo continua a mostrarsi prudente, il modello americano GFS lascia intravedere una possibile svolta nei primi giorni di luglio.

Secondo alcune simulazioni, una prima goccia di aria più fresca potrebbe raggiungere l'Italia centro meridionale, favorendo la formazione di numerosi temporali e un generale ridimensionamento delle temperature.

Successivamente potrebbe arrivare una seconda perturbazione, più organizzata e più incisiva, in discesa dalle Isole Britanniche. In questo caso il coinvolgimento del Nord Italia sarebbe più diretto e si potrebbero sviluppare temporali anche molto forti, accompagnati da precipitazioni abbondanti e da un deciso calo termico.

Uno scenario di questo tipo sarebbe favorito da uno spostamento dell'alta pressione verso l'Oceano Atlantico e verso la Russia, lasciando spazio a correnti più fresche sull'Europa meridionale.

 

Una tendenza ancora da confermare

È importante ricordare che si tratta di proiezioni a lungo termine e che, di conseguenza, l'affidabilità resta limitata. Le dinamiche atmosferiche previste per l'inizio di luglio potranno subire modifiche anche significative nei prossimi aggiornamenti.

Tuttavia, la storia meteorologica insegna che nessuna ondata di calore è destinata a durare per tutta l'estate senza interruzioni. Anche durante il celebre e torridissimo 2003 si verificarono pause temporanee e fasi più sopportabili.

Per questo motivo l'ipotesi di una svolta nella prima parte di luglio merita attenzione. Se confermata, potrebbe riportare temperature più vicine alla norma e una fase decisamente più dinamica dal punto di vista atmosferico.

 

Caldo estremo e forte disagio fisico

Nel frattempo bisognerà fare i conti con diversi giorni di caldo intenso e condizioni particolarmente difficili per chi lavora all'aperto o in ambienti privi di climatizzazione.

La situazione è complicata anche per studenti e insegnanti impegnati negli esami di maturità, nelle prove universitarie e nelle sedute di laurea. In molte strutture scolastiche italiane la climatizzazione continua infatti a essere assente e le temperature nelle aule possono facilmente superare i 35 gradi.

Grande attenzione va rivolta anche ai lavoratori esposti per molte ore al sole. Oltre alle temperature elevate, soprattutto al Nord Italia, pesa il forte tasso di umidità. Con valori prossimi ai 38 gradi, la temperatura percepita può superare i 42 o 43 gradi, aumentando sensibilmente il rischio per la salute.

Proprio la temperatura percepita rappresenta oggi uno degli indicatori più importanti per valutare l'impatto reale delle ondate di calore sulla popolazione. Un aspetto che sta assumendo sempre maggiore rilevanza anche nel nostro Paese, dove gli eventi estremi legati al caldo stanno diventando sempre più frequenti.

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