Quando finirà il caldo estremo? Spunta la data del possibile cambiamento

Giulio Valenti

Giulio Valenti Categoria: Previsioni - Pubblicato il 23-06-2026

Caldo estremo sull'Italia e sull'Europa occidentale

Perché sta facendo così caldo: cosa c'è dietro questa ondata di calore

Come abbiamo spiegato più volte, il caldo eccezionale che stiamo vivendo non dipende soltanto dall'arrivo di masse d'aria provenienti dal Nord Africa. Durante il passaggio sul Mediterraneo, infatti, questa aria tende in parte a modificarsi. A soffrire maggiormente sono soprattutto la Francia e la Penisola Iberica, ma ci sono diversi fattori che contribuiscono a rendere questa fase meteorologica così estrema, compresi quelli che stanno influenzando direttamente l'Italia.

 

L'aria molto calda risale verso nord all'interno di una vasta area di alta pressione. Nella Penisola Iberica, specialmente nelle zone lontane dal mare, il terreno si surriscalda rapidamente e contribuisce ad aumentare ulteriormente le temperature. Successivamente questa massa d'aria si sposta verso est e nord est, seguendo la circolazione atmosferica dominante.

 

Dopo aver superato i Pirenei, l'aria scende verso le pianure francesi dove subisce un ulteriore riscaldamento. A favorire questo processo è anche la presenza di un robusto anticiclone che, soprattutto alle quote più elevate, comprime l'aria verso il basso facendola scaldare ulteriormente.

 

È proprio per questo motivo che in Francia e nelle regioni situate tra il Nord Italia e l'Europa centrale si stanno registrando anomalie termiche impressionanti, con valori che in alcune aree superano anche di 20°C le medie climatiche del periodo.

 

A Parigi, secondo le proiezioni modellistiche, tra mercoledì e giovedì le temperature potrebbero raggiungere i 41 o addirittura 42°C. Già nella giornata odierna sono attesi valori vicini ai 40°C. Se queste previsioni verranno confermate, potrebbero essere riscritti diversi record storici per il mese di giugno.

 

Francia sotto assedio: caldo eccezionale e ospedali sotto pressione

In molte zone della Francia il caldo sta raggiungendo livelli davvero eccezionali, con temperature comprese tra 40 e 42°C. Valori che fino a pochi anni fa sarebbero sembrati improbabili anche agli osservatori più esperti.

 

La popolazione francese è generalmente meno abituata rispetto a quella italiana ad affrontare lunghi periodi di caldo intenso. Per questo motivo stanno aumentando le difficoltà quotidiane e anche gli accessi ai pronto soccorso legati agli effetti delle alte temperature.

 

Situazioni critiche si registrano anche in Svizzera, nei Paesi Bassi e in Germania, dove le temperature sono inferiori rispetto a quelle francesi ma il caldo percepito raggiunge comunque livelli molto elevati.

 

Nord Italia nella morsa del caldo: Milano e Pianura Padana osservate speciali

Anche l'Italia, in particolare il Nord, sta subendo gli effetti di questa potente ondata di calore. La vicinanza con la Francia, dove l'anticiclone raggiunge la massima intensità, favorisce temperature molto elevate anche sulla Pianura Padana e in parte della Toscana.

 

Nelle grandi città la situazione è ancora più pesante. A Milano, nel centro urbano, nel tardo pomeriggio sono stati registrati circa 38°C all'ombra. Pur non trattandosi di una rilevazione ufficiale effettuata secondo gli standard meteorologici, il dato rende bene l'idea dell'intensità del caldo presente nelle aree urbane.

 

Le prossime giornate potrebbero riservare un lieve calo termico, ma successivamente è attesa una nuova fase di forte riscaldamento. Durante il prossimo fine settimana, infatti, a Milano si potrebbero raggiungere perfino i 40°C all'ombra, un valore davvero straordinario per il mese di giugno.

 

Secondo le analisi del servizio meteorologico statunitense NOAA, la temperatura media delle terre emerse risulta oggi di circa 3°C superiore rispetto all'epoca preindustriale. Considerando l'intero pianeta, oceani compresi, l'anomalia si avvicina invece a 1,5°C. Si tratta di numeri che evidenziano come il cambiamento climatico stia incidendo sempre più sulla frequenza e sull'intensità degli eventi estremi.

 

Quando arriverà una pausa dal caldo: le previsioni dei prossimi giorni

La domanda che tutti si pongono è una sola: quando finirà questa lunga fase di caldo intenso? Per il momento le indicazioni non sono particolarmente incoraggianti.

 

Nel corso della settimana è previsto un temporaneo ridimensionamento delle temperature soprattutto tra mercoledì e giovedì al Nord Italia. Nel resto del Paese, invece, il caldo potrebbe persino aumentare gradualmente.

 

Per quanto riguarda il fine settimana, resta aperta la possibilità di una nuova intensificazione dell'ondata di calore. Gli aggiornamenti più recenti mostrano ancora una certa incertezza, ma non si può escludere un nuovo picco termico proprio tra sabato e domenica.

 

Temporali e grandinate: segnali di cambiamento nell'atmosfera

Qualcosa, però, sembra iniziare a muoversi. Nelle ultime ore si sono sviluppati numerosi temporali che in alcune zone hanno portato anche forti grandinate. Questi fenomeni riescono almeno temporaneamente a ridurre le temperature.

 

Le celle temporalesche hanno interessato soprattutto la Campania, la Basilicata e l'area del Pollino, tra Calabria e Basilicata. Fenomeni sparsi si sono sviluppati anche sulle Alpi lombarde, in Trentino Alto Adige, sulle Alpi Giulie e in Carnia, con possibili rovesci anche in Venezia Giulia e nei dintorni di Trieste.

 

I temporali nascono quando l'anticiclone perde parte della sua forza. È sufficiente un piccolo calo della pressione in quota perché l'aria molto calda e umida presente nei bassi strati riesca a salire rapidamente, dando origine a nubi imponenti e a fenomeni anche violenti.

 

Le grandinate più intense si sviluppano quando all'interno delle nubi i chicchi di ghiaccio crescono progressivamente grazie alle forti correnti ascensionali. Nelle ultime ore alcune zone della Valtellina e della Lombardia sono state colpite da chicchi di grandine con diametro fino a 5 centimetri, causando danni alle automobili e alle coltivazioni.

 

Nonostante questi episodi, il problema principale resta il caldo persistente. L'evaporazione aumenta sensibilmente e il livello del fiume Po continua a risentirne, con una riduzione della portata che desta preoccupazione. Anche diverse aree alpine stanno mostrando segnali di sofferenza.

 

Possibile svolta a inizio luglio

L'attenzione è ora rivolta ai primi giorni di luglio. Secondo le ultime elaborazioni del centro europeo ECMWF, durante la prima decade del mese potrebbe verificarsi un indebolimento dell'anticiclone che da settimane domina gran parte dell'Europa occidentale.

 

Se questa tendenza verrà confermata, il caldo potrebbe attenuarsi in modo sensibile, soprattutto al Nord Italia. Non si tratterebbe necessariamente di un ritorno a temperature perfettamente nella norma, ma di un miglioramento capace di rendere il clima decisamente più sopportabile.

 

Al Centro Sud, invece, la situazione potrebbe essere differente, con nuove infiltrazioni di aria calda africana e temperature ancora elevate, salvo nelle aree temporaneamente influenzate da correnti più fresche settentrionali, come potrebbe accadere in alcune zone della Sardegna.

 

Si tratta comunque di una tendenza che richiederà ulteriori conferme. Per il momento si intravede una possibile via d'uscita da questa lunga fase di caldo estremo. Tuttavia il probabile arrivo di aria più fresca potrebbe favorire fenomeni intensi come temporali, grandinate, nubifragi e forti raffiche di vento. Per questo motivo sarà importante seguire gli aggiornamenti e adottare tutte le precauzioni necessarie in caso di allerte meteorologiche.

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